sabato 4 settembre 2010

PROGETTO 2011:"ADOTTIAMO UNA SQUADRA" Per uno sport senza frontiere e senza barriere"

L’Atletico Pavona esiste grazie al contributo generoso di tanti amici che credono al Progetto di uno Sport che faccia vivere ai ragazzi e alle loro famiglie un ambiente sano e sicuro, permeato dei valori dell’accoglienza, dell’integrazione, dell’amicizia e della solidarietà.

Un contributo che si chiama tempo, disponibilità, denaro, abbigliamento, ma anche che rappresenta un calore e un affetto che giorno dopo giorno, anno dopo anno, ci spinge a continuare sulla strada che nel 2003 abbiamo intrapreso con tanti timori verso il futuro, ma anche con tanta fiducia nella Provvidenza, umana e divina.

Una Provvidenza che non ha fatto mancare mai la sua presenza e che si è vestita dei panni degli amici che sempre ci fanno sentire il loro affetto e il loro sostegno.

E chi ha tanto ricevuto, non si può esimere dal dare, almeno un poco, di quello che ha avuto.

Per questo, accogliendo anche l’invito dell’UEFA e del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, per la prossima stagione agonistica l’Asd Atletico Pavona fornirà ad una squadra di ragazzi e giovani provenienti dal Salvador e da altri paesi latinoamericani, l’abbigliamento tecnico per disputare il Campionato tra formazioni di migranti provenienti da tutto il mondo che si svolge tutti gli anni a Roma.

Problemi come la discriminazione e il rifiuto di chi è costretto a lasciare la propria terra per cercare altrove opportunità per se e i suoi cari, non si combattono solo con le parole, ma anche con i piccoli fatti di tutti i giorni che ci aiutano a pensare al mondo come a un grande campo di calcio dove ciascuno ha il suo ruolo e le sue opportunità.

… e per segnare insieme il Goal della Vita!

Il Progetto dell’Atletico Pavona è sostenuto da:

Fondazione “Giorgio Castelli” Onlus

Tennis Club Pavona

Comune della Città di Albano Laziale - Assessorato allo Sport

Polisportiva Comunale Generale della Città di Albano Laziale

S.i.e.tel. Spa

Officina Autorizzata Opel Enzo Bellucci e Figli

Europa Service Srl

Associazione Culturale “Il Circolo degli Scipioni”

giovedì 2 settembre 2010

ATLETICO PAVONA: IL 4 SETTEMBRE LO START UP 2010


Con il ritiro precampionato di Allievi e Giovanissimi, è iniziata la Stagione Agonistica 2010/2011 dell'Asd Atletico Pavona, l'ottava da quando i "padri fondatori" diedero inizio all'avventura biancoazzurra con il pavone sul petto.
Una stagione che conferma l'entusiasmo e le ambizioni che ci hanno contraddistinto in questi sette campionati che ci hanno visto sempre protagonisti.
Anche quest'anno, per la quinta volta solleveremo, all'inizio della stagione, il trofeo "Coppa Disciplina" della categoria "Giovanissimi" che i ragazzi di Alcantara e Del Bufalo hanno conquistato in un campionato che li ha visti in lotta per i play off regionali sino all'ultima giornata.
Come promesso, quest'anno riparte la categoria Allievi, ferma per una stagione a causa della carenza di spazi. Insieme a Giovanissimi, Esordienti, Pulcini Bianchi e Pulcini Bleu, Mini Team, comporrà la rosa delle formazioni che difenderanno i nostri colori nelle competizioni FIGC e CSI che ci vedono al nastro di partenza.
"Una stagione impegnativa - commenta il Direttore Sportivo Marco Giustinelli - che ci ha visto all'opera per tutto il mese di Agosto. Abbiamo un gruppo di Allenatori seri e motivati, che sono sicuro, non ci faranno rimpiangere chi ci ha lasciato per altre destinazioni e un gruppo di atleti che ci assicurano competitività in tutte le categorie. Quest'anno ritengo che cominceremo a raccogliere i frutti di una programmazione seria e attenta, con atleti che sono approdati al calcio a cinque direttamente con l'Atletico Pavona. Chi ha creduto nel nostro progetto avrà la soddisfazione di vedere confermato uno stile di vita e di gioco basato sulla sportività, sul fair play e sulla riscoperta degli aspetti ludici e comunitari dello sport. Sempre più l'Atletico Pavona rappresenta un ambiente dove, in amicizia e sicurezza, i nostri giovani e le loro famiglie possano vivere i valori dell'accoglienza, dell'integrazione, dell'amicizia e della solidarietà. Da sempre questo è il nostro credo, la nostra missione e tutti questi anni di impegno stanno a confermare che i fatti hanno sempre seguito le parole!
Un "in bocca al lupo" a tutti, atleti, tecnici, dirigenti e famiglie, per un campionato bello e avvincente, da vivere all'insegna della serenità e dell'allegria ... come sempre."
Agli auguri di rito si uniscono

Il Presidente Paolo Renzi e il Consiglio Direttivo dell'Asd Atletico Pavona

martedì 31 agosto 2010

CARLO TAVECCHIO: Buon Campionato a tutti!

Il presidente LND si rivolge a tutti protagonisti del calcio dilettantistico in occasione dell'inizio della stagione 2010/2011
I Campionati dilettantistici e giovanili si apprestano a ripartire, conducendoci a vivere una stagione che sarà contrassegnata, a Ottobre, dal debutto della Rappresentativa del Comitato Regionale Abruzzo nella settima edizione della U.E.F.A Region's Cup. L'annata sportiva, peraltro inaugurata dalla parentesi nazionale di Coppa Italia e dal prestigioso titolo di vice Campione d'Europa conquistato in Portogallo dalla Rappresentativa Italiana di Beach Soccer, si evolverà con il rituale calendario di appuntamenti agonistici, anche di carattere internazionale, organizzati centralmente dalla Lega Nazionale Dilettanti, per poi andare avanti con la 50.a edizione del Torneo delle Regioni - in programma nel Lazio durante la settimana di Pasqua - e concludersi con la fase finale dell'Europeo Femminile U.E.F.A. Under 19. A tutto ciò si aggiunge come l'Italia sia tuttora in corsa per l'assegnazione del Mondiale F.I.F.A. 2011 di Beach Soccer.

La Lega Nazionale Dilettanti è particolarmente orgogliosa della propria macchina organizzativa che, sia nel contesto nazionale che territoriale, si metterà nuovamente in moto per dare vita ad un'altra Stagione Sportiva intensa e impegnativa, caratterizzata da quasi 700.000 gare e più di 60.000 squadre in campo. A tutti i Comitati e alle Divisioni, nonché all'Associazione Italiana Arbitri, ai C.R.A. e alle Sezioni, va il mio ringraziamento per l'impegno e la passione che, ancora una volta, verranno profusi su tutti i fronti: il loro prezioso e indispensabile contributo rappresenta un serbatoio fondamentale di risorse tecniche e organizzative, messe in campo per fare in modo che ogni aspetto venga curato al meglio per garantire la regolarità della programmazione agonistica, lo svolgimento di partite appassionanti e il giusto livello di visibilità per i Campionati. Voglio evidenziare come l'intera attività della Lega Nazionale Dilettanti possa godere di un profilo ampiamente consolidato e possa contribuire in maniera efficace, nel solco della continuità, a promuovere i valori e la cultura dello sport. Grazie, in particolare, alle oltre 14.000 Società dilettantistiche e giovanili che costituiscono la base indissolubile del nostro movimento e che si dedicano al mondo del calcio e alla crescita dei giovani con entusiasmo e costanza, ribadendo con forza come una vera risposta sportiva debba scaturire dallo spirito di quel volontariato che è l'essenza di ogni Società. Molti di questi club, come ricordiamo annualmente in occasione della tradizionale Cerimonia delle Benemerenze, hanno superato il secolo di vita e continuano ad attrarre l'interesse e l'impegno di molti praticanti: tutto ciò è segno di indubbia vitalità, come testimonia anche il pubblico che segue con calore e partecipazione il nostro calcio in quegli impianti che, soprattutto in realtà geografiche importanti, non smetteranno certamente di essere gremiti. Anche se lo spettacolo del campo non viene offerto da stelle o da nomi altisonanti, le migliaia fra calciatori e calciatrici che animeranno l'attività dilettantistica e giovanile hanno un supporto unico: il calore delle proprie famiglie e il sostegno di Società serie e di supporters motivati.

Quello che oggi si sta attraversando è un momento estremamente delicato sul piano economico. In estate 21 Società professionistiche non ce l'hanno fatta, confermando la drammatica difficoltà della attuale congiuntura. Molte di queste realtà, rivedute e corrette, sono ripartite dalla Serie D o da attività dilettantistiche regionali. Senza dubbio, è un momento in cui deve prevalere in tutti la logica del sacrificio, ma anche quella dell'importanza del lavoro di gruppo. Non dimentichiamo che l'impegno della Lega Nazionale Dilettanti sarà chiamato in causa anche per una imminente stagione politica che dovrà diventare un palcoscenico di confronto per la riforma dei Campionati, per la riscrittura del nuovo Statuto Federale, per l'approvazione della Legge-Quadro sul dilettantismo e per il riparto delle provvidenze rivenienti dai diritti televisivi.

Grazie al Presidente Federale Giancarlo Abete, che segue la Lega Nazionale Dilettanti con particolare attenzione, ed un augurio di buon lavoro, nei rispettivi incarichi alla presidenza del Settore Giovanile e Scolastico e del Settore Tecnico Federale, a Gianni Rivera e a Roberto Baggio.

A tutte le Società, ai tesserati, alle squadre, allo splendido esercito di volontari del mondo dilettantistico e giovanile, agli Arbitri designati a dirigere le gare vanno i miei più sentiti auspici per una Stagione Sportiva ricca di soddisfazione. Buon campionato a tutti!

Carlo Tavecchio

venerdì 30 luglio 2010

BUONE VACANZE

BUONE VACANZE A TUTTI.
Anche l'Atletico Pavona va in vacanza e riprenderà le attività

SABATO 4 SETTEMBRE
ALLE 10:30
CON IL RADUNO DI TUTTE LE SQUADRE




Le squadre
ALLIEVI e GIOVANISSIMI
inizieranno la preparazione pre-campionato
LUNEDI' 30 AGOSTO
alle ore 09:00
agli ordini del Direttore Tecnico Michele Fierravanti e dell'Allenatore degli Allievi Sergio Federici

Un augurio di Buone Vacanze a tutti!

martedì 29 giugno 2010

sabato 26 giugno 2010

Stagione 2010/2011: Si riparte dalla Sicurezza!

I nostri Amici: Mario Brozzi


Vi voglio raccontare una storia. La nostra. La storia di alcuni genitori e dei loro figli, alcuni dei quali oggi non ci sono più, altri ancora tra noi, grazie ai primi. Sostenuti dalla convinzione che se, dopo averla letta, dovesse diventare anche la vostra, probabilmente i nostri ragazzi potranno vivere in un mondo migliore. Come spesso capita, le istanze di vita hanno origine dalla morte, come avviene nella palingenesi della vita, in cui tutto deve morire affinché tutto possa rivivere. Protagonisti di tale palcoscenico narrativo sono i giovani, lo Sport, la morte e la rinascita dell’altruismo.

Febbraio 2006. Una giornata come tante altre, un campo da calcio della periferia romana, un gruppo di giovani che praticano sport agonistico, il calcio. Durante la partita, uno di loro, Giorgio Castelli, dopo aver fermato la palla con il petto, si accascia in terra, privo di sensi. Prontamente, il fratello gemello Alessio tenta manovre eroiche di cardio risuscitamento (BLS), in virtù delle blande lezioni del padre medico Enzo. Dopo un’iniziale ripresa, Giorgio crolla nuovamente sul campo e il suo orologio biologico esaurisce i giri a sua disposizione. Questo il dramma della Famiglia Castelli, la prima della nostra storia, che sotto il peso della sofferenza è riuscita a trasformare la morte iniqua di un figlio in forte istanza di vita. Enzo Castelli, infatti, ha istituito una fondazione onlus con il fine di estrarre dalla scomparsa di Giorgio, i semi sani per future vite, non volendo far incontrare i figli degli altri con la stessa sorte che era spettata al suo.
Compare per la, prima volta nel racconto, il termine Altruismo. Conobbi Enzo circa due mesi dopo in Campidoglio, chiamato dall’allora Sindaco Walter Veltroni, accompagnato da Vito Scala, un altro padre di tale vicenda, dati i rapporti di profonda amicizia che li univa. La richiesta del Sindaco è stata chiara. Nella mia qualità di medico sportivo, avrei dovuto ideare un percorso nuovo, che potesse essere di prevenzione per i tanti giovani che praticano sport, attraverso la creazione di un protocollo sanitario di maggior tutela e di attenzione della loro vita. Nei mesi che seguirono, non germogliarono splendidi fiori, bensì persero la vita altri sette giovani romani, seppur in circostanze e modalità diverse, ma, sempre, mentre inseguivano il desiderio effimero della vittoria.
Ed ecco un’altra scena agghiacciante. Un nuovo campo da calcio, un lancio lungo, una palla vola alta nel vento, inseguita con attenzione da un ragazzo. Alessandro, questo il nome, non incontrerà mai la palla bensì un rubinetto per l’irrigazione del campo. L’impatto è violento, un tonfo sordo, un lamento strozzato. Crolla a terra e il suo giovane cuore si ferma, per sempre. Fibrillazione ventricolare da commotio cordis, questa la diagnosi. Così la Famiglia Bini incontra la disperazione. Anche da questo seme germoglia l’Associazione Bini, volta a tutelare la sicurezza degli impianti sportivi e a non far ripetere, in un triste rewind, la stessa tragedia. Un’altra vita stroncata prematuramente non resa vana. Dopo alcuni mesi il mio telefono squillò e parlai con Delia Bini, la mamma di Alessandro. Ed insieme, come era accaduto prima con Enzo, iniziammo quel percorso che ci avrebbe portato a occuparci dei figli degli altri. Esattamente come richiesto dal Sindaco Veltroni, iniziai a ideare quel protocollo sanitario, cercando di estendere lo stesso protocollo legato alle attività sportive professionistiche alla periferia dilettantistica. La prima visita effettuata con il “nuovo protocollo” fu proprio al figlio di Vito Scala, Mattia.
Ed è suggestivo ciò che è successo a questo ragazzo. Gli fu riscontrata una grave malformazione cardiaca, corretta chirurgicamente grazie a un lungo e complicato intervento, effettuata presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Apparirebbe tutto molto casuale, se non fosse che il giovane Scala era, da quattro anni, sottoposto ad annuali controlli medici con “l’antico protocollo”, in ognuno dei quali era stato sempre riscontrato perfettamente sano. Ciò che sarebbe potuto succedere lo lascio alla vostra libera immaginazione. Certo è che, in quel caso, parlare di tragica fatalità sarebbe stato la beffa della tragedia.
Sarebbe stato vittima della medicina plebea riservata ai nostri ragazzi, quella che cura i sintomi, disattendendo il valore primo della vita umana. Mentre studiavo come poter dar vita a quello che appariva come un semplice mio slogan TUTTI COME TOTTI, accadde un altro evento che cambiò il corso della mia esistenza, in modo diretto. Sono io il quarto padre della nostra storia. Mia figlia Valeria, all’epoca sedicenne, bellissima, osservante ma non praticante sport, tra le migliori in ogni scuola dove si fosse confrontata, improvvisamente, o meglio, così repentinamente apparve ai miei occhi, negò il nutrimento del suo corpo, ergo, della sua giovane vita. Fu lei, quella ragazzina particolare, i cui occhi non parlavano più, a confidarmi il suo desiderio di fermarsi lì, non avendo più alcun interesse sul progetto vita e su ciò che io, i suoi affetti, le sue passioni, il suo Paese le potessimo offrire. Mi aprì gli occhi e, in modo brusco, mi scaraventò nel pieno del suo disagio, della sua sofferenza, non lontana da quella di tanti, tantissimi altri ragazzi.
Tanti i giorni senza respiro di una storia lunga, da cui io e la Mia Famiglia e soprattutto Valeria, siamo potuti uscire combattendo con forza e costanza, attraverso un gesto di altruismo. Riuscii a capire che avrei potuto aiutare la mia Valeria a trovare un nuovo percorso esistenziale e a far riemergere in lei nuovi semi di speranza e di vita, occupandomi prima, o insieme a lei, degli altri giovani, legandola al suo filo generazionale. Così, mi legai ancora più intensamente, al cammino di Enzo Castelli e Delia Bini, ancora più deciso nell’intento di salvaguardare i figli degli altri. Allungai la mia mano e una più soffice, piccola, la strinse. Era quella di Valeria che, seppur con difficoltà, aveva deciso di seguirmi in questo cammino e, insieme, iniziammo a lavorare su quel progetto che rispondeva alle richieste di aiuto inespresse di quella realtà di depressione che si può riassumere in due semplici parole: DISAGIO GIOVANILE. Il seguito della storia è stato già scritto ed è rappresentato da tutto ciò che ci ha condotti fino a qui. Il futuro che attende noi genitori e i nostri figli sta a noi stessi disegnarlo di attimo in attimo, uniti sotto la bandiera della Vita e delle sue Virtù: Onore, Rispetto e Lealtà.
Mario Brozzi